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Delitto di Garlasco: la denuncia sulle minacce di morte arrivate
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Delitto di Garlasco, arrivano minacce di morte: la denuncia

primo piano di Chiara Poggi uccisa nel delitto di Garlasco

Situazione molto complicata attorno al delitto di Garlasco e all’omicidio Chiara Poggi, non solo per i personaggi strettamente connessi al caso.

Stanno andando avanti le vicende giudiziarie attorno al delitto di Garlasco e all’omicidio Chiara Poggi. Nelle scorse ore è emersa una novità legata ad un dispositivo elettronico di Andrea Sempio che non sarebbe stato ancora oggetto di analisi e che potrebbe riservare delle sorprese. Ma non solo. A quanto pare, le questioni relative alla vicenda di cronaca stanno coinvolgendo anche personaggi non direttamente connessi al fatto. Ne è una prova la situazione con tanto di minacce di morte venuta a galla di recente.

volante della polizia

Delitto di Garlasco: “Arrivate minacce di morte”

Ospite della trasmissione ‘Filorosso’ su Rai 3, la giornalista Rita Cavallaro si è trovata a parlare del delitto di Garlasco e dell’omicidio Chiara Poggi ma non solo del caso in sé quanto di quello che, in prima persona, sta vivendo. La donna, infatti, ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte da quando si sta occupando di seguire le vicende legate al fatto di cronaca.

Qualcosa di mai capitato prima: “Non ho mai ricevuto minacce di questo tipo, e invece le ricevo per Garlasco“, ha raccontato la Cavallaro. “Allora la sensazione è che ci sia molto di più dietro questo caso, ci sia un sistema che ha tentato da un anno e mezzo di delegittimare la Procura, intralciare il lavoro dei pm, delegittimare i carabinieri, gli avvocati, chi ha lavorato, chi sta lavorando come noi giornalisti, tentativo forse di zittire, noi ovviamente non resteremo zitti”, ha aggiunto.

La denuncia di Rita Cavallaro su quanto subito

Descrivendo la situazione che l’ha coinvolta in prima persona, la giornalista ha spiegato che “per un anno e mezzo sono andati avanti con denigrazioni, attacchi social, diffamazioni, anche body shaming e con me non hanno funzionato perché diciamo che sono un po’ un muro di gomma”.

“Devo dire che per quello che ho subito io, se fossi stata una persona fragile forse mi sarei chiusa e avrei cambiato, non avrei più parlato di Garlasco. Visto che non ha funzionato sono arrivati al punto di sfociare in queste minacce che sono gravissime”. Da qui la decisione di denunciare chiedendo l’attivazione del codice rosso, la procedura prevista contro la violenza sulle donne, e l’immediata identificazione del responsabile.

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ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2026 13:05

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